Separazione consensuale e divorzio

Separazione consensuale e divorzio

Separazione: cos'è?

La separazione è quell’atto volto a sospendere gli effetti del vincolo del matrimonio in attesa di una riconciliazione o di un provvedimento di divorzio.

In particolare, è necessario distinguere la separazione consensuale da quella giudiziale. La prima si basa su un accordo tra moglie e marito diretto a sospendere il rapporto coniugale e a regolare le condizioni di separazione quali l’affidamento dei figli, l’assegno di mantenimento e l’assegnazione della casa familiare.

Al contrario la separazione giudiziale viene definita con sentenza conseguente ad un giudizio avviato tramite ricorso al Tribunale di uno dei due coniugi.

I vantaggi della separazione consensuale sono rappresentati da una minor conflittualità tra le parti nonché da una maggior speditezza della procedura.

La separazione consensuale è adottabile senza vincoli di intollerabilità della continuazione della convivenza tra i coniugi, in quanto non viene effettuata alcuna indagine sui motivi alla base della separazione; bensì il Tribunale si limiterà ad appurare che l’accordo dei coniugi non sia illecito né contrario all’ordine pubblico o al buon costume.

Procedimento di separazione consensuale

I coniugi possono ricorrere alla separazione consensuale depositando un ricorso presso il Tribunale dove almeno una delle parti ha la residenza o il domicilio, che contenga elementi essenziali quali il consenso a vivere separati, le pattuizioni relative al mantenimento dei coniugi e della prole, oltre alla istruzione di questi ultimi.

Il Tribunale competente provvederà a formare il fascicolo d’ufficio all’interno del quale insieme al ricorso dovranno essere presenti le dichiarazioni dei redditi dei coniugi degli ultimi anni nonché copia dell’atto di matrimonio.

All’udienza di comparizione personale dei coniugi verrà in primis esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione.

I coniugi verranno quindi ascoltati personalmente e qualora gli stessi si concilino, il Presidente procede con la redazione del verbale di conciliazione e, di conseguenza, la procedura di separazione termina. In caso di esito negativo della conciliazione, il presidente verbalizza il consenso dei coniugi alla separazione e delle condizioni riguardanti i coniugi stessi e la prole.

La separazione consensuale acquista efficacia con la cd. omologazione del Tribunale, tuttavia le condizioni della separazione omologata sono modificabili.

In seguito all’emanazione del decreto di omologazione decorre il termine di sei mesi utile per la richiesta di divorzio.

In ogni caso l’omologazione della separazione non impedisce la riconciliazione delle parti, ovvero la ripresa della convivenza e la volontà di ricomporre il rapporto coniugale.

Divorzio: cos'è?

Il divorzio è lo strumento previsto dal legislatore per ottenere tanto lo scioglimento del vincolo del matrimonio civile che la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario.

Tale istituto consente di far cessare quindi gli effetti giuridici del matrimonio a partire dalla pronuncia della sentenza di divorzio, che accerta la cessazione della convivenza e della comunione materiale e spirituale dei coniugi così come l’impossibilità di mantenere/ricostruire l’unione familiare.

Cause di divorzio

Le cause di divorzio previste dalla legge sono:

  1. la mancata consumazione del matrimonio;
  2. la sentenza di separazione giudiziale fra i coniugi oppure l’omologazione della separazione consensuale;
  3. la condanna dell’altro coniuge, con sentenza passata in giudicato, intervenuta successivamente al matrimonio per determinati delitti;
  4. il fatto dell’altro coniuge straniero che abbia contratto all’estero un nuovo matrimonio oppure che abbia ottenuto all’estero l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio;
  5. l’intervenuta sentenza definitiva di rettificazione di attribuzione di sesso.

Procedimento e tempi del divorzio

Il procedimento di divorzio, come quello previsto per la separazione consensuale, inizia con il deposito di un ricorso presso il Tribunale ove uno o l’altro coniuge hanno la residenza o il domicilio.

Le parti poi dovranno comparire davanti al Presidente del Tribunale per tentare la conciliazione ed in caso di insuccesso il Presidente emetterà con ordinanza i provvedimenti temporanei ed urgenti che ritiene adeguati nell’interesse dei coniugi e dei figli, rimettendo poi le parti innanzi al giudice istruttore per il proseguimento della causa.

Infine, il Tribunale concluderà il procedimento con una sentenza di divorzio.

Ai fini della proposizione della domanda di divorzio è sufficiente che la separazione giudiziale si sia protratta senza soluzione di continuità da almeno 12 mesi dalla data di comparizione dei coniugi innanzi al Presidente del Tribunale nella procedura di separazione.

Effetti del divorzio

Il divorzio scioglie quindi il matrimonio civile e fa cessare gli effetti civili del matrimonio concordatario.

La sentenza di divorzio dispone anche in merito all’assegnazione della casa coniugale, nonché in merito all’affidamento della prole.

Allo stesso modo, il giudice può disporre il pagamento del cd. assegno divorzile a carico di una delle due parti, tenendo però in considerazione la situazione patrimoniale di entrambi i coniugi.

Infine, in seguito al divorzio i coniugi perdono qualsivoglia diritto di successione, salvo il cd. assegno successorio a carico degli eredi e riconosciuto all’ex coniuge, non convolato a nuove nozze, che percepiva un assegno divorzile e che versi in stato di bisogno.