Lo stato di famiglia

Lo stato di famiglia

Che cosa è lo stato di famiglia?

Lo stato di famiglia indica i componenti della famiglia anagrafica, cioè le persone della famiglia che convivono con il richiedente e che sono legati da un vincolo di parentela, affinità, matrimonio o semplicemente affettivo.

Il nucleo familiare, invece, è un concetto più ampio che comprende sia i conviventi che i non conviventi fiscalmente a carico del dichiarante. 

Il certificato di Stato di Famiglia viene rilasciato dal Comune di residenza su richiesta dell’interessato e può servire per svariati motivi:

  • per l’ottenimento di assegni fiscali da parte del datore di lavoro;
  • per la compilazione dell’Isee;
  • per chiedere un mutuo in banca;
  • per ottenere benefici economico-fiscali dallo Stato (come tra gli altri il gratuito patrocinio).

Lo stato di famiglia indica i rapporti di parentela, di affinità o di tutela tra persone che vivono nella medesima abitazione. 

Ciò non significa che le persone conviventi diano sempre luogo ad un unico stato di famiglia, infatti può accadere che ve ne siano più di uno. 

Inoltre, lo stato di famiglia può comprendere anche una sola persona se è single, separata o divorziata.

Per uscire dallo Stato di famiglia bisogna cambiare residenza.

Per richiedere lo stato di famiglia è possibile recarsi presso lo sportello Anagrafe del Comune in cui il soggetto è residente, avendo con sé un documento di identità valido: occorre conoscere, inoltre, la data di nascita, il nome e il cognome del soggetto a cui il certificato sarà intestato.

Non vi sono costi se lo stato di famiglia è richiesto in carta semplice (tranne i pochi centesimi che i Comuni possono richiedere per le spese di segreteria), mentre in caso di richiesta in carta legale occorre portare con sé una marca da bollo da 16 euro.

Da qualche tempo è anche possibile richiedere lo stato di famiglia online, senza doversi necessariamente recare presso gli sportelli comunali.

Si tratta di un servizio che, ormai, mettono a disposizione quasi tutti i Comuni e che è fruibile accedendo all’apposita sezione della pagina istituzionale comunale.

In alternativa al certificato rilasciato dal Comune, è possibile autocertificare il proprio stato di famiglia: si tratta che di una dichiarazione con cui il cittadino attesta la composizione del nucleo familiare di cui fa parte.

Lo stato di famiglia indica, come si è visto, non solo la composizione anagrafica, ma anche la residenza: in sostanza, in uno stato di famiglia compaiono tutte le persone che vivono allo stesso indirizzo e nello stesso immobile.

Lo stato di famiglia storico

Lo stato di famiglia storico, noto anche come stato di famiglia originario, permette di attestare la composizione originaria di un nucleo familiare: indica come era composta la famiglia prima che i figli si trasferissero. 

La differenza rispetto al certificato di stato di famiglia ordinario è rappresentata dal fatto che non si fotografa una situazione attuale ma una situazione del passato. 

Può esserci bisogno di questo documento nel caso in cui, per esempio, si abbia la necessità di dimostrare quali sono gli eredi di una persona deceduta, poiché in tal modo si può risalire ai discendenti del defunto. 

Per richiedere lo stato di famiglia storico è necessario rivolgersi, come sempre, allo sportello Anagrafe del Comune di riferimento: nel caso degli eredi di un defunto, bisogna andare nel Comune in cui è stata residente la famiglia del soggetto deceduto.

Lo stato di famiglia conviventi

In caso di convivenza, si può richiedere il certificato di stato di famiglia presso l’ufficio anagrafe del Comune di residenza: questo rappresenta il solo documento che attesta la convivenza dal punto di vista legale.

Lo stato di famiglia a seguito di separazione o divorzio

In seguito a una separazione o a un divorzio, si verifica quella che viene definita scissione dello stato di famiglia: un componente della famiglia – uno dei due partner – si sposta in un’altra abitazione e dà vita a un nucleo familiare differente.

Per richiedere la scissione è necessario sottoscrivere una dichiarazione specifica che deve essere inviata all’ufficiale dell’anagrafe: a quel punto il Servizio Anagrafe del Comune inoltra la pratica alla Polizia Municipale, che a sua volta esegue tutti gli accertamenti del caso necessari a verificare che la variazione anagrafica sia realmente avvenuta. 

Da quel momento in avanti, il coniuge separato o divorziato risulta residente a un indirizzo nuovo e non appare più nello stato di famiglia.