Il Reddito di Cittadinanza

Il Reddito di Cittadinanza

Il Reddito di Cittadinanza e i relativi requisiti

Il Reddito di Cittadinanza è un sostegno economico elargito dallo Stato – rivolto alle famiglie che versano in difficoltà economiche – che viene associato ad un percorso volto al reinserimento nel mondo del lavoro.

Il Reddito di cittadinanza è compatibile con il godimento della NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), della DIS-COLL (indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata) e di altro strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria. L’importo dell’assegno è determinato tenendo conto del numero di componenti il nucleo familiare.

L’aiuto economico viene accreditato mensilmente su un’apposita carta elettronica (cd. Carta Reddito di Cittadinanza) e il beneficio deve essere fruito entro il mese successivo a quello di erogazione; infatti, l’importo non speso o non prelevato viene sottratto nella mensilità successiva, nei limiti del 20% del beneficio erogato.

Il Reddito di Cittadinanza viene quindi erogato ai nuclei familiari che, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, risultano in possesso di precisi requisiti economici, di cittadinanza e di residenza.

In particolare, il richiedente deve essere:

  • cittadino italiano e dell’Unione Europea; 
  • ovvero, straniero con permesso di soggiorno a tempo indeterminato;
  • ovvero, straniero titolare del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiare di un cittadino italiano o dell’Unione Europea o apolide;
  • ovvero, titolare di protezione internazionale.

Inoltre, deve essere:

  • residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.

In aggiunta ai suddetti requisiti, il richiedente deve essere in possesso di:

  • un valore ISEE inferiore a 9.360 Euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 Euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 Euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 Euro), alla presenza di più figli (1.000 Euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 Euro in più per ogni componente con disabilità ed Euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza).
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 Euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite ai fini dell’ISEE). Tale soglia è aumentata a 7.560 Euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 Euro.

Per accedere alla misura è, inoltre, necessario che nessun componente del nucleo familiare possieda:

  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  • navi e imbarcazioni da diporto.

Infine, il richiedente non deve essere sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, nonché esser stato condannato in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta, per alcuni reati (tra cui, ad esempio, reati legati alla criminalità organizzata e al terrorismo).

Reddito di Cittadinanza vs. Pensione di Cittadinanza

Al pari del Reddito di Cittadinanza, è stata istituita la cd. Pensione di Cittadinanza ossia un sussidio economico rivolto alle famiglie in difficoltà i cui componenti abbiano tutti compiuto 67 anni.

La pensione di cittadinanza può essere concessa anche qualora il nucleo familiare sia composto esclusivamente da persone in condizione di disabilità grave o non autosufficienti, come definito ai fini ISEE.

Il nucleo familiare prima beneficiario del Reddito di Cittadinanza passerà automaticamente alla Pensione di Cittadinanza a partire dal mese successivo al compimento del 67° anno di età del membro più giovane. In questo caso, la variazione da Reddito a Pensione di cittadinanza avviene d’ufficio.

Modalità di presentazione della domanda e i documenti necessari

La richiesta può essere presentata a partire dal sesto giorno di ogni mese e fino alla fine dello stesso:

All’atto della presentazione della domanda è necessario aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini ISEE. 

I cittadini di alcuni Stati non appartenenti alla UE devono produrre apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana, con esplicito riferimento ai requisiti reddituali e patrimoniali nonché per comprovare la composizione del nucleo familiare.

Esito della domanda e Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro

In seguito alla presentazione della domanda, l’Inps invierà apposita comunicazione al richiedente, a mezzo e-mail o sms indicati nell’istanza, informandolo dell’accoglimento o del rigetto della richiesta.

In caso di accoglimento, il richiedente dovrà attendere la successivamente comunicazione di Poste Italiane in cui viene fissato l’appuntamento per ritirare la Carta RdC (intestata al richiedente) ed il relativo codice Pin.

Entro 30 giorni dalla comunicazione dell’Inps tutti i componenti del nucleo familiare, se tenuti all’obbligo, devono presentare la cd. Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro tramite la piattaforma digitale dell’Anpal o in alternativa con altre modalità previste dalla legge.

Durata e decadenza dal sostegno

Il Reddito di Cittadinanza viene concesso per la durata di 18 mesi e può essere rinnovato per ulteriori 18 mesi previa nuova richiesta che deve essere effettuata esattamente un mese dopo la scadenza dei primi 18 mesi.

Al contrario, la sospensione non opera per la Pensione di Cittadinanza che viene rinnovata automaticamente.

Tuttavia, vi sono alcune circostanze che conducono alla decadenza dall’assegnazione del Reddito di Cittadinanza, in particolare quando uno dei componenti del nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

La trasmissione di documenti falsi e/o false dichiarazioni oppure l’omissione di informazioni dovute sono punite con la reclusione da due a sei anni. Al contrario, l’omessa dichiarazione all’Ente Erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca del beneficio è punita con la reclusione da uno a tre anni. 

Tali condotte conducono alla decadenza dal beneficio con efficacia retroattiva e conseguente restituzione di quanto indebitamente percepito.

Se si verifica una interruzione della fruizione del Reddito di Cittadinanza per motivi diversi dall’applicazione di sanzioni, il beneficio può essere richiesto nuovamente per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto. Se, invece, l’interruzione è motivata da un maggior reddito derivato da una variazione della condizione occupazionale ed è decorso almeno un anno nella nuova condizione, l’eventuale successiva richiesta del beneficio equivale a una prima richiesta.