I tributi sulla proprietà di un immobile

I tributi sulla proprietà di un immobile

La nuova IMU: Imposta Municipale Unica sugli Immobili

La prima delle imposte a carico del proprietario di un immobile è l’IMU che, a partire dalla Legge di Bilancio 2020, si rinnova: la c.d. nuova IMU accorpa la ormai abolita TASI e diventa un unico tributo. 

Si tratta di una imposta a cadenza annuale, dovuta al Comune nel cui territorio l’immobile è ubicato, da coloro i quali siano proprietari e/o titolari di diritti reali (ad es. uso, usufrutto, abitazione) sugli immobili indicati nell’articolo 2 del d. lgs. 505/92, cioè fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli.

Dunque, non deve versare l’IMU l’affittuario o chi detiene l’immobile in comodato d’uso. 

Dal 1° gennaio 2014 sono esenti dal pagamento dell’IMU i possessori delle abitazioni principali accatastate nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 e delle relative pertinenze. Quindi le uniche abitazioni principali per cui è ancora dovuta l’imposta sono quelle accatastate nelle cosiddette categorie “di lusso”: A/1, A/8 e A/9.

Per abitazione principale si intende l’immobile “nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente”. Ciò significa che mancando anche uno di questi due requisiti, dimora fisica o residenza anagrafica, l’immobile è automaticamente considerato come seconda casa, e in quanto tale soggetto a IMU.

Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono invece esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle medesime categorie. Ad esempio, nel caso di due pertinenze accatastate in C/2, l’esenzione dall’IMU vale soltanto per una.

Per il calcolo dell’IMU, sulla rendita catastale degli immobili diversi dall’abitazione principale – rivalutata prima del 5% e poi associata al moltiplicatore di riferimento – viene applicata un’aliquota ordinaria che, per effetto della Legge di Bilancio 2020, si innalza dal 7,6 all’8,6 per mille e che può essere manovrata dai Comuni a determinate condizioni.

Invece per le abitazioni principali non esenti (categorie catastali A/1, A/8 e A/9) l’aliquota ordinaria – sempre per effetto della Legge di Bilancio 2020 – si innalza dal 4 al 5 per mille, anch’essa modulabile dai Comuni.

L’IMU viene pagata tramite il Modello F24 in una unica rata o in due rate pari al 50% dell’imposta annua, con scadenza, rispettivamente, il 16 giugno ed il 16 dicembre di ogni anno. 

Il contribuente potrà scegliere di rivolgersi ad un CAF – Centro Assistenza Fiscale – per essere assistito nell’adempimento di queste operazioni.

 

TARI: Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani

La TARI è un tributo comunale a cadenza annuale dovuto da chiunque possieda o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. 

Al pari dell’IMU, la TARI è dovuta anche se l’immobile non è abitato, è sfitto o è in corso di ristrutturazione. Per non pagare la TARI è necessario che l’immobile sia privo di utenze, arredi e sia stata fatta apposita dichiarazione al Comune.

Devono pagare, in quanto soggetti passivi, tutti coloro che occupano locali ed aree scoperte, a qualsiasi titolo utilizzate, situate nel territorio comunale. È pertanto tenuto al pagamento colui il quale dispone dei locali o dell’area, a prescindere dal titolo che legittima l’occupazione (proprietà, locazione, uso), e soltanto nel caso di occupazione c.d. precaria, ad esempio in presenza di locazioni di breve durata, la tassa è dovuta dal proprietario.

Non sono previste esenzioni per gli immobili adibiti ad abitazione principale; tuttavia, i Comuni possono prevedere delle agevolazioni per i titolari di immobili ubicati in zone non raggiunte dal servizio di raccolta dei rifiuti.

Il valore imponibile di riferimento su cui viene calcolata la tariffa è la superficie dell’immobile.

La tariffa vera e propria, invece, comprende due quote: una fissa e una variabile. 

La quota fissa viene determinata in base alle componenti essenziali del costo del servizio; la quota variabile viene invece rapportata sia alla composizione del nucleo familiare, sia alla quantità di rifiuti prodotta per singola utenza.

Il calcolo della TARI viene effettuato direttamente dal Comune, che spedisce ogni anno il bollettino di versamento precompilato a casa dei contribuenti.